Archivio mensile Novembre 2019

DiArch. Gabriele Passafiume

Facciate dinamiche: l’architettura che si trasforma

L’obiettivo di ogni progettista al giorno d’oggi è quello di coniugare l’aspetto estetico e funzionale con l’aspetto energetico per ridurre al minimo i consumi, sempre più spesso si parla infatti di edifici nZEB o ad energia quasi zero. La volontà di abbattere i consumi energetici ha aperto a nuove sperimentazioni nel campo dell’architettura, ciò ha portato notevoli miglioramenti nel campo della progettazione sostenibile. Tra i sistemi di ultima generazione che hanno permesso ai professionisti di raggiungere questo scopo ci sono le facciate dinamiche.

facciate dinamiche
Flare Facades, Berlino 2008

Queste ultime hanno rappresentato negli ultimi dieci anni una vera e propria rivoluzione nel campo dell’edilizia e verranno utilizzate sempre di più in futuro, ma di cosa stiamo parlando esattamente?

Come dice il nome stesso la facciata dinamica, o cinetica, è una facciata in movimento, studiata per essere libera da qualsiasi tipo di vincolo strutturale. Ciò permette di considerare il rivestimento di un edificio come parte di un sistema attivo piuttosto che un semplice involucro.

facciate dinamiche
Cherokee Lofts, Los Angeles, USA 2009

Questa tecnologia si pone come un’ottima alternativa ai normali sistemi di oscuramento che sì garantiscono comfort termico e visivo all’interno degli edifici ma non sempre riescono a rispondere in modo preciso alle variazioni climatiche esterne che cambiano spesso non solo a livello stagionale ma anche nell’arco di una sola giornata.

Le facciate cinetiche sono in grado di muoversi e mutare nel tempo, adattandosi velocemente a qualsiasi condizione esterna per offrire la migliore soluzione in ogni momento. Riescono inoltre a gestire luce, aria, energia per migliorare l’ambiente interno. Rappresentano quindi una soluzione perfetta per generare edifici a basso impatto consentendo di ridurre al minimo indispensabile l’uso degli impianti di riscaldamento e quindi anche i costi di installazione, gestione e manutenzione.

facciate dinamiche
Kinetic Louvres

Gli elementi mobili di cui sono composte possono essere programmati per rispondere al clima o altri fattori ambientali oltre che ai livelli e al tipo di occupazione con l’obiettivo di migliorare le prestazioni e l’efficienza.
Con i progressi nei sensori, nei materiali e nella tecnologia questi sistemi potranno essere usati in futuro nelle abitazioni comuni ed ognuno di noi potrà controllare autonomamente i movimenti della propria facciata di casa, il tutto con un semplice click.

Tipologie di facciate dinamiche

Esistono diverse tipologie di facciate dinamiche, di seguito le più diffuse:

  • Facciate dinamiche a controllo manuale
  • Facciate dinamiche con sensori fotosensibili

Nel primo caso la facciata è controllata direttamente dall’utente secondo le sue preferenze attraverso controlli elettronici posti all’interno. Un esempio di questa tipologia è rappresentato dal Kiefer Technic, un edificio per uffici e uno spazio espositivo realizzato da Ernst Giselbrecht in Austria, con una facciata formata da pannelli retrattili in alluminio, che fungono da filtro solare durante il giorno, mossi da motori nascosti nei montanti anch’essi in alluminio.

Kiefer Technic
Kiefer Technic

Le facciate della seconda tipologia invece sono completamente automatiche e si attivano per mezzo di sensori che rilevano la luce solare. Questa tipologia caratterizza un edificio dell’Università di Kolding, in Danimarca. La facciata è composta da pannelli triangolari dotati di sensori ad alta sensibilità che controllano i livelli di luce e di calore intorno all’edificio, consentendo ai pannelli di aprirsi e chiudersi.

University of Kolding, Denmark
University of Kolding, Denmark

Altri esempi

Gli esempi però non mancano, moltissimi studi di architettura si sono cimentati nella progettazione di elementi cinetici dell’involucro con l’obiettivo di assicurare il benessere termo-igrometrico degli ambienti interni e al contempo di personalizzare l’estetica dell’edificio.

Al Bahar Towers
Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti. Aedas Architects and Arup Engineers, 2012

Le facciate delle Al Bahr Towers ad Abu Dhabi sono completamente automatiche grazie a sensori fotosensibili. I pannelli hanno forma triangolare, sono realizzati in fibra di vetro e disposti a nido d’ape su un telaio indipendente, così che possano aprirsi e chiudersi in base alle necessità di proteggere la sottostante facciata vetrata.

facciate dinamiche

Brisbane Domestic Terminal Car Park
Brisbane, Australia. Ned Kahn and Urban Art Projects, 2012

facciate dinamiche
Brisbane Domestic Terminal Car Park ©goget.com
facciate dinamiche
Brisbane Domestic Terminal Car Park © openbuildings.com

250,000 piastre di alluminio rivestono un parcheggio per auto assicurando un ombreggiamento ottimale. La facciata è sempre diversa perché gli elementi di schermatura vengono mossi dal vento e creano una trama simile alla superficie disturbata dell’acqua.

Institut du Monde Arabe
Parigi, Francia. Jean Nouvel & Architecture Studio, 1987

facciate dinamiche
Institut du Monde Arabe, Parigi ©Jean Nouvel
facciate dinamiche
Institut du Monde Arabe, Parigi ©ValerioRennola

In questo progetto di Nouvel la facciata è composta da elementi in acciaio di forma quadrata, con motivi arabeggianti. Si tratta di veri e propri diaframmi la cui apertura, tramite sensori, dipende dalla quantità di luce solare presente in quel momento. Oltre a garantire il comfort interno, questi 240 oggetti danno vita ad una condizione particolare di illuminazione, con fasci di luce sempre protagonisti in ogni ambiente.

DiArch. Christian Ruisi

Abilitazione Architetto Palermo: consigli per la prima prova

L’obiettivo di ogni studente di architettura è quello di diventare un futuro architetto. Per poter raggiungere questo obiettivo occorrerà affrontare l’esame di abilitazione.

Il primo step dell’esame consisterà nel realizzare un progetto architettonico. Ogni membro della commissione proporrà una traccia e queste verranno inserite all’interno di 5 buste. Il giorno della prova scritta tre studenti a caso sorteggeranno 3 buste.

La prova durerà 9 ore complessive, suddivise in:

  • 8 ore per il progetto
  • 1 ora per la relazione progettuale

In questo articolo vi daremo dei consigli utili per affrontare la prova nel migliore dei modi.

  • Ricordatevi la calcolatrice. Vi servirà per fare i calcoli velocemente.
  • Leggete attentamente il testo e in caso di dubbi chiedete tempestivamente alla commissione che darà delle delucidazioni sul testo.
  • Sulla sinistra del foglio create una striscia di circa 10 cm di larghezza dove andrete a scrivere tutte le informazioni utili al progetto:
    • Le distanze del fabbricato dalla strada (D.M. 1444/68)
    • Le distanze del fabbricato dal confine (codice civile)
    • Calcoli per dimensionare il parcheggio riservato alle auto (legge Tognoli)
    • Superficie minima degli ambienti residenziali (D.M. 5 luglio 1975)
    • Superficie aeroilluminanti minime (D.M. 5 luglio 1975)
  • Nel testo sarà riportata un’area di progetto, la dimensione della strada e a volte verrà inserita anche la dimensione del marciapiede. Nel caso in cui il marciapiede non è esplicitato, voi potete realizzarlo al di fuori del lotto assegnato in quanto il marciapiede è pubblico e di sicuro il proprietario del terreno non cederà parte della sua proprietà per farlo realizzare (in caso facciate questo errore la commissione ve lo chiederà all’orale).
  • Non cercate di sorprendere con qualche progetto spaziale fighissimo. Alla commissione interessa che il progetto rispetti tutte le leggi. Tra un progetto spaziale che non rispetti tutte le norme e uno semplice che invece le rispetti loro faranno passare il secondo caso.
  • Utilizzate il colore. Ai commissari piace vedere le tavole colorate, ma per il poco tempo a disposizione vi consiglio di colorate solo la planimetria. Se vi resta del tempo potete sbizzarrirvi come preferite.
  • Se realizzate un progetto in c.a. non vi scordate di inserire la maglia di pilastri all’interno del progetto. Basterà disegnare pilastri 30×30 e di campirli con la matita.
  • Non scordate di rappresentare il senso di salita della scala e il parapetto al piano superiore.
  • Inserite le quote altimetriche e planimetriche (di ogni singola stanza e dell’unità abitativa in modo che la commissione facilmente potrà verificare il rispetto delle superfici minime degli ambienti e della superficie lorda di pavimento).
  • Non vi scordate di orientare il progetto e di mettere il nord all’interno della tavola.
  • Ognuno è libero di fare il particolare costruttivo che preferisce (la commissione lascia piena libertà). Noi vi consigliamo di scegliere tra questi due:
    • Pilastro e solaio intermedio
    • Pilastro e solaio di copertura
  • Non vi scoraggiate, iniziate con il fare quello che richiede la traccia. Fate una lista mentale delle priorità. Se vi rimane tempo potete aggiungere quello che volete e/o abbellire nel migliore dei modi la tavola.
Esempio tavola d’esame

N.B. Questo articolo ha carattere puramente informativo.