Facciate dinamiche: l’architettura che si trasforma

DiArch. Gabriele Passafiume

Facciate dinamiche: l’architettura che si trasforma

L’obiettivo di ogni progettista al giorno d’oggi è quello di coniugare l’aspetto estetico e funzionale con l’aspetto energetico per ridurre al minimo i consumi, sempre più spesso si parla infatti di edifici nZEB o ad energia quasi zero. La volontà di abbattere i consumi energetici ha aperto a nuove sperimentazioni nel campo dell’architettura, ciò ha portato notevoli miglioramenti nel campo della progettazione sostenibile. Tra i sistemi di ultima generazione che hanno permesso ai professionisti di raggiungere questo scopo ci sono le facciate dinamiche.

facciate dinamiche
Flare Facades, Berlino 2008

Queste ultime hanno rappresentato negli ultimi dieci anni una vera e propria rivoluzione nel campo dell’edilizia e verranno utilizzate sempre di più in futuro, ma di cosa stiamo parlando esattamente?

Come dice il nome stesso la facciata dinamica, o cinetica, è una facciata in movimento, studiata per essere libera da qualsiasi tipo di vincolo strutturale. Ciò permette di considerare il rivestimento di un edificio come parte di un sistema attivo piuttosto che un semplice involucro.

facciate dinamiche
Cherokee Lofts, Los Angeles, USA 2009

Questa tecnologia si pone come un’ottima alternativa ai normali sistemi di oscuramento che sì garantiscono comfort termico e visivo all’interno degli edifici ma non sempre riescono a rispondere in modo preciso alle variazioni climatiche esterne che cambiano spesso non solo a livello stagionale ma anche nell’arco di una sola giornata.

Le facciate cinetiche sono in grado di muoversi e mutare nel tempo, adattandosi velocemente a qualsiasi condizione esterna per offrire la migliore soluzione in ogni momento. Riescono inoltre a gestire luce, aria, energia per migliorare l’ambiente interno. Rappresentano quindi una soluzione perfetta per generare edifici a basso impatto consentendo di ridurre al minimo indispensabile l’uso degli impianti di riscaldamento e quindi anche i costi di installazione, gestione e manutenzione.

facciate dinamiche
Kinetic Louvres

Gli elementi mobili di cui sono composte possono essere programmati per rispondere al clima o altri fattori ambientali oltre che ai livelli e al tipo di occupazione con l’obiettivo di migliorare le prestazioni e l’efficienza.
Con i progressi nei sensori, nei materiali e nella tecnologia questi sistemi potranno essere usati in futuro nelle abitazioni comuni ed ognuno di noi potrà controllare autonomamente i movimenti della propria facciata di casa, il tutto con un semplice click.

Tipologie di facciate dinamiche

Esistono diverse tipologie di facciate dinamiche, di seguito le più diffuse:

  • Facciate dinamiche a controllo manuale
  • Facciate dinamiche con sensori fotosensibili

Nel primo caso la facciata è controllata direttamente dall’utente secondo le sue preferenze attraverso controlli elettronici posti all’interno. Un esempio di questa tipologia è rappresentato dal Kiefer Technic, un edificio per uffici e uno spazio espositivo realizzato da Ernst Giselbrecht in Austria, con una facciata formata da pannelli retrattili in alluminio, che fungono da filtro solare durante il giorno, mossi da motori nascosti nei montanti anch’essi in alluminio.

Kiefer Technic
Kiefer Technic

Le facciate della seconda tipologia invece sono completamente automatiche e si attivano per mezzo di sensori che rilevano la luce solare. Questa tipologia caratterizza un edificio dell’Università di Kolding, in Danimarca. La facciata è composta da pannelli triangolari dotati di sensori ad alta sensibilità che controllano i livelli di luce e di calore intorno all’edificio, consentendo ai pannelli di aprirsi e chiudersi.

University of Kolding, Denmark
University of Kolding, Denmark

Altri esempi

Gli esempi però non mancano, moltissimi studi di architettura si sono cimentati nella progettazione di elementi cinetici dell’involucro con l’obiettivo di assicurare il benessere termo-igrometrico degli ambienti interni e al contempo di personalizzare l’estetica dell’edificio.

Al Bahar Towers
Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti. Aedas Architects and Arup Engineers, 2012

Le facciate delle Al Bahr Towers ad Abu Dhabi sono completamente automatiche grazie a sensori fotosensibili. I pannelli hanno forma triangolare, sono realizzati in fibra di vetro e disposti a nido d’ape su un telaio indipendente, così che possano aprirsi e chiudersi in base alle necessità di proteggere la sottostante facciata vetrata.

facciate dinamiche

Brisbane Domestic Terminal Car Park
Brisbane, Australia. Ned Kahn and Urban Art Projects, 2012

facciate dinamiche
Brisbane Domestic Terminal Car Park ©goget.com
facciate dinamiche
Brisbane Domestic Terminal Car Park © openbuildings.com

250,000 piastre di alluminio rivestono un parcheggio per auto assicurando un ombreggiamento ottimale. La facciata è sempre diversa perché gli elementi di schermatura vengono mossi dal vento e creano una trama simile alla superficie disturbata dell’acqua.

Institut du Monde Arabe
Parigi, Francia. Jean Nouvel & Architecture Studio, 1987

facciate dinamiche
Institut du Monde Arabe, Parigi ©Jean Nouvel
facciate dinamiche
Institut du Monde Arabe, Parigi ©ValerioRennola

In questo progetto di Nouvel la facciata è composta da elementi in acciaio di forma quadrata, con motivi arabeggianti. Si tratta di veri e propri diaframmi la cui apertura, tramite sensori, dipende dalla quantità di luce solare presente in quel momento. Oltre a garantire il comfort interno, questi 240 oggetti danno vita ad una condizione particolare di illuminazione, con fasci di luce sempre protagonisti in ogni ambiente.

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