Archivio per Categoria Pratiche edilizie

DiArch. Christian Ruisi

Sisma bonus

L’Italia per la sua conformazione geografica è prevalentemente un territorio soggetto a rischio sismico.

Nel marzo del 2003 è stata emanata l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n° 3274 che suddivide il territorio italiano in 4 zone sismiche:

  • Zona 1: Sismicità alta
  • Zona 2: Sismicità medio-alta
  • Zona 3: Sismicità medio-bassa
  • Zona 4: Sismicità bassa
Classificazione sismica del 2015 del Dipartimento della protezione civile

Considerando che:

  • Molte case sono state realizzate prima che si utilizzassero nella fase progettuale tutti i calcoli antisismici diventati obbligatori molti anni dopo la loro costruzione
  • Le calamità sismiche hanno causato molti danni nel territorio ai beni immobili

È stata emanato il decreto legge n° 63/2013, andando a introdurre il “sisma bonus”, che consiste in detrazioni considerevoli per interventi rivolti a ridurre il rischio sismico delle singole unità immobiliari

Classificazione sismica degli edifici

Su ogni edificio è possibile determinare la classe di rischio sismico, che consiste nel valutare il danno che verrà subito da un edificio a seguito di un evento sismico non ancora avvenuto.

L’attestato di classificazione sismica (ACS) viene rilasciato da un tecnico abilitato.

Esistono 8 classi di rischio sismico:

  • Classe A+
  • Classe A
  • Classe B
  • Classe C
  • Classe D
  • Classe E
  • Classe F
  • Classe G

Detrazioni per ridurre il rischio sismico “sisma bonus”

Fino al 31 dicembre 2021 sarà possibile beneficiare della super agevolazione fiscale per gli interventi antisismici effettuati nelle singole unità abitative.

Sarà possibile ottenere la detrazione del 50% su una spesa massima di 96.000 euro.

Inoltre se gli interventi sono rivolti a ridurre il rischio sismico di una classe si avrà diritto ad una detrazione del 70% delle spese sostenute.

Ancora, se gli interventi riducono il rischio sismico di ben due classi si avrà diritto ad una detrazione dell’80% delle spese sostenute.

Esempio 1
il mio edificio rientra nella classe F
Gli interventi effettuati fanno rientrare l’immobile all’interno della classe E
avrò diritto alla detrazione del 70%
Esempio 2
il mio edificio rientra nella classe F
Gli interventi effettuati fanno rientrare l’immobile all’interno della classe D
avrò diritto alla detrazione del 80%

Requisiti e modalità per ottenere il “sisma bonus”

È necessario che gli interventi riguardino le unità abitative ricadenti nelle zone 1, 2 e 3.

Per beneficiare della detrazione occorre che i pagamenti per gli interventi descritti precedentemente vengano effettuati tramite bonifico bancario o postale.

La detrazione verrà ripartita in 5 quote annuali di pari importo.

Esempio
Abbiamo speso per gli interventi antisismici nel 2019 la somma di 90.000 euro
– il 50% di 90.000 euro= 45.000 euro
– 45.000 euro / 5 (quote annuali) = 9.000 euro l’anno
Quindi dal 2020 fino al 2025 avremo una detrazione annuale di 9.000 euro

In questo articolo abbiamo sintetizzato in punti chiave gli aspetti principali dell’agevolazione fiscale. Per maggiori informazioni sui tipi di intervento, requisiti e modalità di pagamento, scaricatevi il pdf esaustivo dal sito dell’agenzia delle entrate.

DiArch. Christian Ruisi

Agevolazioni fiscali 2019 per ristrutturare casa

Fino al 31 dicembre 2019 sarà possibile beneficiare della super agevolazione fiscale sancita dalla legge di bilancio del 2019 per le ristrutturazioni delle singole unità abitative.

Sarà possibile ottenere la detrazione del 50% su una spesa massima di 96.000 euro. Come direbbero i latini Carpe diem (“cogli l’attimo”) visto che dal primo Gennaio 2020 la detrazione verrà abbassata al 36% per una spesa massima di 48.000 euro.

Tipi di intervento per l’agevolazione fiscale 2019

I tipi di interventi per cui sarà possibile ottenere l’agevolazione fiscale 2019 sono svariati e riguardano un gran numero di opere realizzabili.

  • Rientrano le 4 categorie di interventi edilizi definite dal Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001):
    • Manutenzione ordinaria (solo per opere condominiali): per tutti “gli interventi […] di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;”
    • Manutenzione straordinaria: gli interventi riguardanti “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso;”
    • Restauro e risanamento conservativo: per “gli interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità […] nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso […]. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio;”
    • Ristrutturazione edilizia: per “gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono […] anche quelli consistenti nella demolizione e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato identico, […] fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica;”
  • I lavori effettuati per eliminare le barriere architettoniche: realizzazione di ascensori e rampe per disabili
  • Gli interventi volti al risparmio energetico: passaggio da una classe energetica ad un’altra con conseguente risparmio economico per climatizzare o riscaldare l’ambiente domestico
  • Lavori per ridurre il rischio sismico dell’unità immobiliare: In questo caso la percentuale di detrazione varierà in base al tipo di rischio.
  • Provvedimenti per prevenire furti in casa: rientrano tutti quei lavori di installazione e sostituzione di cancellate, recinzioni murarie, grate sulle finestre, telecamere di sicurezza, porte blindate, vetri antisfondamento ecc.
  • Le prestazioni professionali (Architetto, Ingegnere ecc.)

Requisiti e modalità per l’agevolazione fiscale 2019

Per beneficiare della detrazione occorre che i pagamenti per gli interventi descritti precedentemente vengano effettuati tramite bonifico bancario o postale.

La detrazione verrà ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Esempio:
Abbiamo speso per i lavori di ristrutturazione 90.000 euro.
– Il 50% di 90.000 euro = 45.000 euro
– 45.000 euro / 10 (quote annuali) = 4.500 euro l’anno
Quindi dal 2020 fino al 2030 avremo una detrazione annuale di 4.500 euro

In questo articolo abbiamo sintetizzato in punti chiave gli aspetti principali dell’agevolazione fiscale. Per maggiori informazioni sui tipi di intervento, requisiti e modalità di pagamento, scaricatevi il pdf esaustivo dal sito dell’agenzia delle entrate.

DiArch. Gabriele Passafiume

Realizzare o sanare una veranda: guida per la regione Sicilia

Avete acquistato un nuovo appartamento pertanto avete il desiderio di realizzare una veranda per aumentare la superficie abitabile o sanare quella eventualmente già presente? In questo articolo vi spiegheremo cosa bisogna fare e quanto costa.

Normativa per realizzare o sanare una veranda

Iniziamo col dire che la Sicilia è una regione a statuto speciale e quindi, avendo autonomia legislativa, non sempre è sottoposta alle normative nazionali. Nel caso specifico la realizzazione delle verande è regolamentata dall’Art. 20 della L.R. 4/2003. Quest’ultimo stabilisce una deroga ad ogni altra disposizione di legge esonerando dal permesso di costruire e da qualsiasi altra autorizzazione tutte le strutture definite precarie che hanno una superficie minore di 50 mq.
La legge stabilisce altresì che non costituiscono aumento di superficie utile o di volume né modifica della sagoma della costruzione.

Nel caso di strutture precarie con superficie superiore a 50 mq o nel caso di immobili ricadenti su aree sottoposte a vincolo è necessaria l’acquisizione preventiva del nulla osta da parte della Soprintendenza.

Definizione di struttura precaria

Ma cosa si intende esattamente per struttura precaria?
Una struttura precaria non è altro che un opera realizzata in modo tale da essere facilmente rimovibile. Quindi la sua applicazione non deve comportare la creazione di strutture in muratura o fondazioni. Altresì bisogna garantire che non vengano modificati o rimossi gli infissi esterni.

Infissi esterni

Oltre alle verande rientrano nella categoria tutte le strutture aperte almeno da un lato, quali tettoie, pensiline o gazebo.

Cosa bisogna fare quindi per realizzare regolarmente una veranda?

Precedentemente abbiamo visto che per la realizzazione di una veranda non c’è bisogno di nessuna autorizzazione.
Il proprietario dell’unità immobiliare quindi, contemporaneamente all’inizio dei lavori, si dovrà limitare a presentare al comune di appartenenza una relazione firmata da un professionista abilitato. Quest’ultimo dovrà assicurarsi che l’opera rispetti le norme di sicurezza, urbanistiche e igienico-sanitarie vigenti e che l’intervento non ricada su uno dei prospetti principali.
La veranda inoltre non deve superare il 20% della volumetria dell’immobile e non deve cambiare la destinazione d’uso originaria delle superfici modificate.

Dopo i lavori bisognerà provvedere alla variazione catastale.
Poiché la realizzazione della veranda comporta un aumento della cubatura, nel caso in cui faccia parte di un edificio condominiale andranno ricalcolate le quote millesimali.

Quanto costa realizzare una veranda?

Veniamo adesso ai costi.
Unitamente alla consegna della relazione tecnica (vedi paragrafo precedente) bisogna versare al comune la quota di 100 euro a titolo di diritti di segreteria più un ulteriore quota chiamata oblazione. L’ammontare di quest’ultima dipende dal modo in cui è realizzata la veranda. Nel caso in cui si trovi a filo con l’eventuale piano o tettoia soprastante sarà di 25,00 euro al mq. Viceversa la quota da versare sarà di 50,00 euro per ogni mq.

Veranda a filo - non a filo

Inoltre ci vorranno 50,00 euro per l’aggiornamento catastale più ovviamente l’onorario a favore del professionista che redige la relazione tecnica.

Cosa fare invece per sanare una veranda già realizzata?

Il già citato art. 20 della L.R. 4/2003 al comma 5 afferma che le disposizioni contenute nella legge si applicano anche per la regolarizzazione delle opere già realizzate. Ovviamente nel caso in cui siano della stessa tipologia (strutture precarie) e se conformi alle disposizioni normative vigenti.

Diverso il caso delle attività commerciali o produttive. Ferma restando la conformità alle normative di sicurezza e igienico-sanitarie i proprietari possono regolarizzare le opere solo dopo aver chiesto l’autorizzazione al comune. In più vi è il limite del 10% della superficie utile per un massimo di 60 mq.

Ricapitolando

In sintesi ecco le cose da fare per poter realizzare o sanare una veranda:

  • Presentare al comune una relazione tecnica asseverata da un professionista abilitato allegando il pagamento dei diritti di segreteria.
  • Acquisire il nulla osta da parte della Soprintendenza nel caso in cui l’intervento ricada su un area sottoposta a vincolo.
  • Aggiornamento del catasto.

Di seguito invece un elenco delle condizioni che il professionista deve garantire vengano rispettate:

  • Evitare di modificare o rimuovere gli infissi esterni.
  • Assicurarsi che le opere rientrino nella categoria di “strutture precarie”.
  • Assicurarsi che l’intervento non ricada sul prospetto principale.
  • Rispettare il limite del 20% della volumetria del fabbricato.
  • Non variare la destinazione d’uso della superficie oggetto di modifica.
  • Rispettare le normative urbanistiche, di sicurezza e igienico-sanitarie vigenti.