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DiDario Di Bella

Il premio EU Mies Award 2019 va in Francia

Lo scorso 7 maggio al Padiglione di Barcellona è stato assegnato il premio EU Mies Award 2019, assegnato su base biennale dalla Commissione Europea congiuntamente alla Fundació Mies van der Rohe. Per questo prestigioso riconoscimento per l’architettura contemporanea, quest’anno concorrevano 383 progetti da 38 differenti Paesi europei. Il progetto vincitore, rientrante nella categoria dell’edilizia collettiva, è “Transformation of 530 dwellings – Grand Parc Bordeaux degli studi Lacaton & Vassal architectes, Frédéric Druot Architecture e Christophe Hutin Architecture, e consiste nella trasformazione di 3 costruzioni in linea risalenti ai primi anni ’60, che si sviluppano su 16 piani, per un totale di 530 appartamenti.

L’intervento ha reso possibile un radicale miglioramento delle condizioni di abitabilità degli appartamenti esistenti. Di fatto è stata aggiunta superficie agli edifici esistenti senza obbligare al contempo gli inquilini a sgomberare gli appartamenti. Gli architetti, similmente a come avevano già operato per l’edificio “Bois Le Prêtre” a Parigi, hanno progettato una struttura prefabbricata di solai e pilastri da apporre sull’involucro esterno dell’edificio, estendendo i singoli piani, e creando così non solo nuovi spazi, ma soprattutto nuove facciate che, a differenza delle precedenti, che presentavano solo piccole aperture, sono dotate adesso di ampie vetrate scorrevoli che si affacciano su dei balconi. Si tratta dunque di un intervento all’apparenza poco invasivo nella sua realizzazione, ma che di fatto modifica radicalmente sia la facciata che gli interni, preservando le funzioni già esistenti negli edifici originali, e aggiungendo quelle qualità che invece mancavano.

Il video-documentario che racconta il progetto

Le estensioni, della larghezza di 3.80m, naturalmente, oltre a rendere più profondi gli spazi interni, rendono possibile una loro fruizione totalmente nuova grazie a delle larghe porte-finestra scorrevoli che connettono gli spazi esistenti con la nuova superficie. Quest’ultima, adibita a giardino di inverno, rende più luminosi e ariosi gli interni, e offre agli inquilini uno spazio privato trattabile come se fosse esterno ed interno allo stesso tempo.

schema dell’intervento – credit Lacaton & Vassal

I vantaggi di questo approccio progettuale non sono solo in termini di budget, che è stato notevolmente inferiore alle spese di demolizione e ricostruzione degli edifici, ma anche in termini di performance energetica degli stessi, che viene notevolmente migliorata dall’aggiunzione delle nuove facciate e dei giardini di inverno, che accumulano passivamente energia solare.

vista assonometrica di un piano-tipo – credit Lacaton & Vassal

Inoltre, una programmazione attenta delle fasi di realizzazione in cantiere ha reso possibile tempi record per terminare i lavori. Sono bastati infatti solo tra i 12  i 16 giorni per ogni singolo appartamento: mezza giornata per posizionare i solai prefabbricati, 2 giorni per connetterli con la vecchia facciata, altri 2 per realizzare quella nuova, e infine dagli 8 ai 12 giorni per rinnovare gli interni.

La giuria ha quindi voluto mettere l’accento sull’importanza del rinnovamento a basso costo del patrimonio immobiliare europeo, specie in un ambito così delicato come quello dell’edilizia popolare, che domina le periferie delle nostre città, e che ormai, dopo oltre 50 anni di degrado, diventa causa di disagi sociali. Questo progetto dimostra infatti come è possibile restituire dignità agli edifici degradati, dando un volto nuovo all’architettura.