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DiArch. Gabriele Passafiume

Arredare casa in stile industriale: la guida

La saturazione edilizia è un problema che contraddistingue il particolare periodo storico che stiamo vivendo. Questo ha portato alla tendenza sempre più diffusa di recuperare costruzioni o spazi esistenti per limitare lo sfruttamento di suolo. In quest’ottica lo stile di arredamento che più di tutti si avvicina a questa concezione è quello industriale.

L’industrial style nasce a New York intorno agli anni ’50. La guerra aveva cambiato radicalmente le prospettive economiche e per questo c’era l’esigenza di trovare abitazioni a basso costo. La soluzione più immediata era il recupero e il riuso di spazi dismessi che in precedenza erano utilizzati per ospitare uffici o industrie.

Appartamento in vecchio edificio industriale
Appartamento in vecchio edificio industriale – Foto by Arredamento

La notorietà datagli dai film e dalle serie tv americane rese lo stile industriale celebre prima anche in tutte le altre metropoli americane e successivamente anche in Europa, in particolare a Londra e Berlino.

Un ruolo importante per la sua diffusione lo ebbe anche l’affermarsi della Pop Art che aveva in Andy Warhol il suo esponente principale. La sua Factory in rigoroso stile industrial era destinata a diventare un luogo di ritrovo iconico e strategico per gli artisti del tempo.

Andy Warhol - Factory
Un ritratto di Andy Warhol nella sua Factory, 1965 – Foto di Jon Naar

Da quel momento, migliaia di vecchi depositi e magazzini sono stati recuperati e utilizzati come abitazioni.

La rivisitazione in chiave moderna: l’industrial chic

Questi ambienti, caratterizzati da grandi open space, ampie vetrate, impianti a vista e materiali non rifiniti sono però spesso difficili da replicare in un appartamento italiano.
Data l’impossibilità in alcuni casi di imitare fino in fondo lo stile americano è sorto un nuovo filone industriale che prende il nome di industrial chic. Una versione meno estrema di quella originale, una via di mezzo tra lo stile urbano americano e il nostro contemporaneo, che utilizza materiali più eleganti come il parquet e contestualmente rende essenziale un buon progetto illuminotecnico, vista la mancanza delle grandi vetrate tipiche della Grande Mela che comporta a sua volta una riduzione della quantità di luce naturale.

Cabina armadio industrial chic, molto vicina al look contemporaneo – Foto by Boca do lobo

Vediamo adesso nel dettaglio quali sono i principi che caratterizzano un appartamento in stile industriale.

Il loft

Sono gli ambienti che incarnano alla perfezione questa tendenza di arredo.
Gli open space sono ispirati alle vecchie fabbriche che contenevano grossi macchinari e che per questo avevano bisogno della pianta aperta e dell’assenza di partizioni interne.

Cucina industriale
Cucina industriale modello LOFT di Marchi cucine

Sono capaci di creare sensazioni di ampio respiro e luminosità nonostante l’utilizzo di materiali dai toni freddi e danno una grande libertà di posizionare le varie parti della casa, divise solo con pareti mobili o arredi, senza muri.

Loft industriale
Soppalco in un loft in stile industriale, progetto di Diego Revollo Arquitetura – Foto di Alain Brugier

I classici loft newyorkesi solitamente sono caratterizzati da altezze notevoli e dalla presenza di soppalchi ai quali si accede con scale in ferro.

Struttura e impianti a vista

La cosa che più caratterizza lo stile industriale è lo scheletro esposto dell’infrastruttura della casa. Questo vuol dire spazi ampi, mattoni, tubature e travi a vista, pilastri in cemento armato o colonnine in ghisa, soffitti molto alti. In base al tipo di casa che avete, pensate a queste scelte strutturali se dovete fare dei lavori e desiderate la vostra casa in stile industriale.

Impianto elettrico a vista – Foto by Ferroluce

Gli elementi architettonici sono lasciati al grezzo in maniera tale da far apparire l’insieme come incompiuto. Le imperfezioni e la vera natura dei materiali utilizzati dovrebbero essere enfatizzati invece che coperti e l’ornamento dovrebbe essere ridotto al minimo.

Soggiorno industrial con mattoni e travi a vista
Un soggiorno industrial con mattoni e travi a vista – Foto by Interiorbe

Ricorda, lo stile industriale non nasconde, mostra!

Colori freddi e scuri

I colori in questo stile tendono a essere sulle sfumature del grigio o colori naturali non rifiniti.
Il grigio, protagonista indiscusso, può essere unito anche col beige, il bianco e il nero. Se volete portare un po’ di colore a contrasto potete sempre farlo con un pezzo di arredamento fuori dalla gamma di colori dominanti (come il famoso divano rosso della Factory di Andy Warhol).

Colore nello stile industriale
Il colore nello stile industrial non è bandito, purché usato con parsimonia – Foto by B&B Italia
Appartamento in stile industriale
Appartamento in stile industriale by Oleksii Komarov

L’effetto cemento e l’effetto ruggine sono perfetti per ricreare quella sensazione di vissuto propria delle vecchie fabbriche in disuso.

Ampie finestre e luce naturale

Abbiamo già anticipato l’importanza della luce naturale in un ambiente in stile industriale. Se si ha la fortuna di avere le grandi finestre originali di una fabbrica la luce naturale permetterà di bilanciare e valorizzare i toni scuri e gli arredi dal carattere duro.

Ampie finestre tipiche dello stile industrial – Foto by Ibrahim Ethem Kisacik

Se invece avete delle finestre normali concentratevi allora sulla luce artificiale e quindi sull’inserimento di lampade e lampadari, perfetti sono anche i fari, nei diversi punti strategici così da assicurarvi il giusto grado di chiarore. Ricordate inoltre di lasciarle libere da qualsiasi tipo di tenda, devono rimanere semplici.

Materiali: metallo e cemento i protagonisti assoluti

Il metallo e il cemento sono i protagonisti, quindi se vuoi ricreare le sensazioni dei loft americani evidenzia questi elementi! Se hai scale di ferro o scaffalature industriali non coprirle, se invece non hai molti elementi metallici, puoi introdurli tramite gli accessori.

Rivestimenti industrial
Rivestimenti in metallo ed effetto cemento – Foto by Pianeta design

Il cemento invece è un materiale che sebbene venga definito grezzo regala fascino e dinamicità nelle sue suggestive sfumature. Travi a vista così come le pareti con mattoni a vista non potranno mancare a donare un tocco di carattere. Altri materiali assolutamente adatti per lo stile industriale sono il legno, perfetto per spezzare la continuità bilanciando così i toni freddi, e il vetro che può benissimo adattarsi alla perfezione con qualsiasi altro materiale.

Pavimenti continui

Anche i pavimenti devono richiamare locali industriali, quindi al bando moquette o le classiche piastrelle. L’ideale sarebbe il già citato cemento, il legno lasciato grezzo o in alternativa si può usare la resina in maniera tale da non avere fughe e donare un aspetto liscio e continuo.

Living room industriale
Ampie vetrate e pavimento continuo in questo moderno living room – Project by Javier Wainstein

I tappeti si possono aggiungere, bisogna solamente avere l’accortezza di scegliere colori sobri in accordo con lo stile della casa.

Parole d’ordine dello stile industriale: riuso e riciclo!

Il riciclo ed il recupero di vecchi oggetti ormai in disuso è alla base della concezione industriale. Ad esempio potremmo utilizzare tubature per realizzare supporti per mensole o tavoli, piani in ferro o acciaio, ed ancora a plafoniere o lanterne per direzionare la luce.

Arredo vintage
Arredo vintage – Foto by Interiorbe
Libreria modulare in stile industriale
Libreria formata da tubolari e mensole in legno – Foto by La Casa Moderna

Elementi vintage come panche o bauli possono aggiungere un tocco di calore a un look altrimenti molto rigido e scuro.

Immagine copertina by Astra

DiArch. Gabriele Passafiume

Rivestimenti in resina per interni: vantaggi, tipologie e consigli

I rivestimenti in resina costituiscono una soluzione d’arredo ottimale nelle ristrutturazioni dell’edilizia contemporanea.
La resina nell’architettura d’interni è sinonimo di qualità ed eleganza e rappresenta una risorsa progettuale ed estetica dalle potenzialità infinite. Per questo motivo noi architetti la usiamo sempre più spesso per soddisfare i clienti più esigenti.

Posa in opera resina pavimento
Posa in opera resina per pavimenti – Photo credit: Permac

Cosa si intende per resina

Un tempo si usava la resina vegetale, estratta da piante o alberi, utilizzata come collante per altri materiali o come protezione dall’acqua.
Oggi invece si adoperano resine sintetiche, ottenute attraverso processi chimici industriali, utilizzate più che altro per ragioni estetiche.

Pavimento in resina
Pavimento residenziale in resina – Photo credit: IdeaCasa

È un materiale molto gettonato per il rivestimento di molte superfici poiché riesce a riprodurre l’aspetto di diversi materiali anche molto diversi tra di loro. Si può utilizzare infatti al posto del cemento qualora si voglia realizzare un pavimento in stile industriale o al posto del marmo nel caso di un top per la cucina. O ancora può replicare metalli, pietre e tantissimi altri materiali.

Avendo uno spessore ridotto (dai 2 ai 3 mm) può essere applicata anche su rivestimenti preesistenti, ad esempio il parquet, limitando i costosi interventi per rimuovere la vecchia pavimentazione.
Inoltre grazie all’assenza di fughe, dona ai pavimenti, pareti e superfici un effetto perfettamente uniforme.

Perché scegliere rivestimenti in resina? Scopriamo i vantaggi

Pulizia e igiene

La superficie rivestita con resina risulta monolitica, quindi impermeabile e idrorepellente, senza fughe e senza giunti. Questo la rende facile da pulire rispetto altri tipi di superficie. Ideale contro muffe, umidità, agenti batterici, macchie e aloni garantendo una perfetta igiene.
Le resine inoltre sono inodori e prive di sostanze tossiche (possono tranquillamente entrare in contatto con alimenti).

Pavimento in resina per living
Pavimento in resina per living in stile moderno – Photo credit: ApuliaSposi

Resistenza

Materiale durevole, garantisce grande resistenza meccanica alle sostanze chimiche e all’usura, così come alle variazioni di temperatura e all’abrasione. Particolarmente resistente anche ai carichi, qualità fondamentale nel caso venga usata per rivestire una pavimentazione.

Personalizzazione

Estremamente versatile, dà la possibilità di scegliere tra un’infinità di colori, finiture e tipi di lavorazione.
Ogni rivestimento è unico ed è in grado di rispecchiare fedelmente i gusti del committente.

Estetica

Con la resina è possibile realizzare soluzioni che senza soluzioni di continuità tra superfici diverse: pavimenti, pareti, scale etc. Questo dona eleganza e una qualità estetica unica.

Parete e pavimento bagno in resina
Rivestimenti in resina per bagno. Photo credit: ri Fai da te

Tipologie di resine

In commercio esistono differenti tipi di resina per rivestimenti, ognuna specifica per un particolare uso. Tra le varie tipologie di resina, le più comuni sono le seguenti:

  • Epossidica
  • Acrilica
  • Poliestere

La scelta della resina più adatta alle proprie esigenze, dipende dalla destinazione d’uso e dalla resa estetiche che si desidera ottenere.

Resina acrilica colorata
Tavolo in resina acrilica colorata – Photo credit: Mario Gena Design
Resina poliestere
Resina poliestere – Photo credit: Mario Gena Design
Pavimento in resina epossidica
Pavimento in resina epossidica – Photo credit: Mario Gena Design

Impieghi della resina

Essendo molto versatile la resina può avere moltissimi impieghi, dalla cucina ai complementi di arredo, dai rivestimenti per tavoli ai bagni ai rivestimenti per scale o piscine. Ce n’è davvero per tutti i gusti!

Tavolo in resina
Tavolo realizzato con resina epossidica. Il contrasto tra lo stile antico del legno e quello moderno della resina risulta molto accattivante. Photo credit: Shiroka Mihohei
Pavimento e top cucina in resina
Pavimento e top cucina realizzati in resina – Photo credit: ArreCasa

Manutenzione

La resina è un materiale altamente resistente ma non esente da danneggiamento o deterioramento.
L’invecchiamento è generalmente causato da graffi, abrasioni, cadute accidentali di oggetti e questi segni del tempo risulteranno più evidenti su pavimenti cromaticamente uniformi e lucidi, dove anche la minima imperfezione tende a risaltare.

Di positivo c’è che la riparazione di una realizzazione in resina può essere fatta in tempi brevi non richiedendo dei costi eccessivi. Qualora ci fossero dei segni di danneggiamento è possibile intervenire sulla fessurazione, riparando la superficie riapplicando la stessa tipologia di resina usata in origine a prescindere dalla sua finitura.

Le resine non richiedono prodotti particolari per la loro pulizia in quanto, essendo impermeabili, non assorbono agenti esterni e facilitano la pulizia della superficie.