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DiArch. Christian Ruisi

Agevolazioni fiscali con il “Bonus Facciate”

Tra le più interessanti novità presentate nella Manovra di Bilancio 2020 in termini di agevolazioni fiscali c’è il “Bonus Facciate”, che permetterà di ottenere un rimborso fino al 90%.

Legge di Bilancio 2019

L’iter di approvazione della Manovra di Bilancio 2020 è ancora lungo, e dovrà essere approvata entro il 31 dicembre.

Il ministro del MIBACT (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo) Dario Franceschini ha voluto fortemente inserire il “Bonus Facciate” che porterà ai contribuenti notevoli vantaggi.

Inoltre verranno prorogate di un anno i bonus in vigore per tutto il 2019:

  • Sisma Bonus (detrazione fino all’80% delle spese sostenute)
  • Bonus Ristrutturazione (detrazione del 50% per una spesa massima di 96.000 euro)
  • Ecobonus ((detrazione fino al 75% delle spese sostenute per aumentare il livello di efficienza energetico)

Bonus Facciate

Il Bonus facciate prevederà una detrazione Irpef del 90% delle spese sostenute per il rifacimento delle facciate di condomini o della propria casa.

Il governo con questo Bonus si augura di poter sgravare i contribuenti dai costi del rifacimento della facciata, aumentare il valore degli immobili, di migliorare il volto della città riqualificando quartieri fatiscenti e di portare lavoro alle imprese edili.

L’entrata in vigore del Bonus sarà il 1 gennaio 2020 per tutti i lavori effettuati entro l’anno.

Restano ancora da chiarire alcuni aspetti importanti:

  • La spesa ammissibile.
  • In quante quote verrà ripartita la detrazione. Nel sisma Bonus la cifra è ripartita in 5 anni, invece nel Bonus Ristrutturazioni è ripartita in 10 anni.
  • Se varrà solo per gli edifici residenziali o anche per le attività commerciali.

Probabilmente così come per tutti gli altri bonus, per beneficiare della detrazione occorrerà che i pagamenti vengano effettuati tramite bonifico bancario o postale.

Una volta approvata la Legge di Bilancio 2020, l’Agenzia delle Entrate realizzerà una guida dove spiegherà nei minimi particolari i casi ammissibili, le modalità per ottenere la detrazione, modalità di pagamento ecc.

Vi terremo informati sui prossimi sviluppi.

DiArch. Christian Ruisi

Ristrutturare casa: la scelta della cucina

Il cliente durante le ristrutturazioni della propria casa dovrà compiere una serie di scelte che lo accompagneranno per molto tempo. Queste scelte, di natura progettuale, possono essere una fonte di stress, incertezze e conflitti. Per aiutare a semplificare la scelta, parleremo delle diverse tipologie di cucine.

La cucina

Oggigiorno il tempo sembra sfuggirci di mano, ma nonostante la vita frenetica la cucina rappresenta il cuore pulsante della casa, un luogo di aggregazione e di rapporti sociali.

Scegliere la cucina spesso vuol dire scegliere lo sfondo della maggior parte dei ricordi domestici, la cucina infatti sarà il luogo dove i membri della famiglia si riuniranno per condividere un pasto e il racconto della loro giornata.

Vista la grande importanza che ha questa la cucina come spazio comune in una abitazione, è consigliabile una particolare cura nella sua progettazione.

In questo articolo vi illustreremo alcune delle più diffuse tipologie di cucine, in modo da guidarvi nella scelta più adatta alle vostre esigenze.

Tipologie di cucine

In commercio esistono diverse tipologie di cucine, le più utilizzate sono:

  • Cucina lineare: è la tipologia più conosciuta e maggiormente utilizzata nelle abitazioni. Tutti gli elementi della cucina sono disposti lungo la parete ed è la scelta ideale per spazi piccoli.
Cucina lineare
  • Cucina con penisola: è la scelta più utilizzata sia per piccole che per grandi spazi, infatti, la penisola è molto versatile e può essere utilizzata sia come angolo cottura con uno spazio adibito a bancone per la colazione sia direttamente come tavolo da pranzo. Inoltre, tra i benefici della penisola vi è quello di separare visivamente la cucina dalla zona pranzo come nel caso di un open space.
Cucina con penisola
  • Cucina con isola: è la migliore soluzione per l’open space. L’isola è il fulcro centrale della cucina ed essa cosi come la penisola può essere utilizzata sia come angolo cottura con uno spazio adibito a bancone per la colazione sia direttamente come tavolo da pranzo.
Cucina con isola

La scelta della cucina: tutte le fasi

1)La prima scelta da fare è quella di decidere se la cucina verrà inserita all’interno di un open space (spazio aperto) dove la cucina sarà in stretta relazione con i diversi ambienti, quali soggiorno, sala da pranzo e salotto oppure lasciarla nella stanza che normalmente l’accoglie.

Open space
Unico ambiente

2) In base allo spazio a disposizione lo step successivo sarà quello di scegliere la tipologia di cucina che meglio si presti alle nostre esigenze. In base a quanto scritto precedentemente vi consigliamo:

UNICO AMBIENTEOPEN SPACE
Cucina lineareCucina con isola
Cucina con penisolaCucina con penisola

3) L’ultima fase sarà quella di definire lo stile che avrà la nostra cucina.

Stile Moderno
Stile Minimale
Stile Eclettico
Stile Classico
Stile Rustico
DiArch. Christian Ruisi

Valorizza la tua casa realizzando un Open Space

Il modo di vivere la casa si è evoluto nel tempo di pari passo allo sviluppo socio-culturale, infatti, prima della realizzazione dell’Open Space, la zona giorno (area costituita dagli ambienti utilizzati durante la giornata) presentava lunghi corridoi stretti e bui e una sequenza di piccole stanze adibite a:

  • Salotto
  • Cucina
  • Sala da pranzo
  • Soggiorno

Se la tua casa presenta questo tipo di organizzazione spaziale ti consigliamo di realizzare un Open Space per valorizzare al massimo la tua casa, di piccole o medie dimensioni, in modo da renderla più confortevole ai tuoi bisogni e più appetibile nel mercato immobiliare.

La nascita dell’Open Space

Il concetto di Open Space (spazio aperto) nasce intorno alla metà del novecento e crea una concezione nuova degli spazi lavorativi e domestici. Infatti grazie all’Open Space gli ambienti che prima venivano separati in base alla loro funzione (cucina, sala da pranzo, soggiorno e salotto) si fondono in un unico ambiente.

La realizzazione dell’Open Space non richiede lavori lunghi e dispendiosi, basterà abbattere alcuni tramezzi (partizioni murarie) in modo da poter unire uno o più ambienti.

I vantaggi dell’Open Space

Realizzare un Open Space permette di ottenere diversi vantaggi all’interno del nostro appartamento. Ne elencheremo alcuni:

  • Crea un ambiente più luminoso e arioso.
  • Migliora la percezione spaziale dell’ambiente domestico.
  • Favorisce la convivialità e la socialità tra gli abitanti dell’appartamento.
  • Crea un’ambiente multifunzionale.
  • Elimina il corridoio.
  • Rende la casa più appetibile a futuri compratori.
  • Aumenta il valore di mercato dell’immobile.

Nelle immagini in basso abbiamo inserito un progetto di ArchiFaber, per farvi vedere i benefici dell’Open Space per case di piccole e medie dimensioni.

PRIMA
Una volta entrati dall’ingresso ci troviamo dentro un piccolo disimpegno, seguito da un corridoio stretto e lungo, nel quale si inseriscono gli ingressi dei vari ambienti della zona giorno. La posizione centrale del corridoio non permette l’ingresso della luce, rendendo questo elemento totalmente buio. La dimensione delle stanze crea una sensazione di oppressione e la loro suddivisione crea un isolamento tra le persone che vivono la casa.
DOPO
Nel nostro progetto il salotto, il soggiorno e la cucina vengono uniti in un unico ambiente donando nuova vita alla casa. Infatti grazie all’abbattimento dei tramezzi abbiamo sfruttato tutti gli spazi disponibili, creando una zona giorno multifunzionale. L’Open Space ha permesso di ingrandire gli spazi, creare un ambiente luminoso e realizzare una cucina con isola centrale.
DiArch. Christian Ruisi

Sisma bonus

L’Italia per la sua conformazione geografica è prevalentemente un territorio soggetto a rischio sismico.

Nel marzo del 2003 è stata emanata l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n° 3274 che suddivide il territorio italiano in 4 zone sismiche:

  • Zona 1: Sismicità alta
  • Zona 2: Sismicità medio-alta
  • Zona 3: Sismicità medio-bassa
  • Zona 4: Sismicità bassa
Classificazione sismica del 2015 del Dipartimento della protezione civile

Considerando che:

  • Molte case sono state realizzate prima che si utilizzassero nella fase progettuale tutti i calcoli antisismici diventati obbligatori molti anni dopo la loro costruzione
  • Le calamità sismiche hanno causato molti danni nel territorio ai beni immobili

È stata emanato il decreto legge n° 63/2013, andando a introdurre il “sisma bonus”, che consiste in detrazioni considerevoli per interventi rivolti a ridurre il rischio sismico delle singole unità immobiliari

Classificazione sismica degli edifici

Su ogni edificio è possibile determinare la classe di rischio sismico, che consiste nel valutare il danno che verrà subito da un edificio a seguito di un evento sismico non ancora avvenuto.

L’attestato di classificazione sismica (ACS) viene rilasciato da un tecnico abilitato.

Esistono 8 classi di rischio sismico:

  • Classe A+
  • Classe A
  • Classe B
  • Classe C
  • Classe D
  • Classe E
  • Classe F
  • Classe G

Detrazioni per ridurre il rischio sismico “sisma bonus”

Fino al 31 dicembre 2021 sarà possibile beneficiare della super agevolazione fiscale per gli interventi antisismici effettuati nelle singole unità abitative.

Sarà possibile ottenere la detrazione del 50% su una spesa massima di 96.000 euro.

Inoltre se gli interventi sono rivolti a ridurre il rischio sismico di una classe si avrà diritto ad una detrazione del 70% delle spese sostenute.

Ancora, se gli interventi riducono il rischio sismico di ben due classi si avrà diritto ad una detrazione dell’80% delle spese sostenute.

Esempio 1
il mio edificio rientra nella classe F
Gli interventi effettuati fanno rientrare l’immobile all’interno della classe E
avrò diritto alla detrazione del 70%
Esempio 2
il mio edificio rientra nella classe F
Gli interventi effettuati fanno rientrare l’immobile all’interno della classe D
avrò diritto alla detrazione del 80%

Requisiti e modalità per ottenere il “sisma bonus”

È necessario che gli interventi riguardino le unità abitative ricadenti nelle zone 1, 2 e 3.

Per beneficiare della detrazione occorre che i pagamenti per gli interventi descritti precedentemente vengano effettuati tramite bonifico bancario o postale.

La detrazione verrà ripartita in 5 quote annuali di pari importo.

Esempio
Abbiamo speso per gli interventi antisismici nel 2019 la somma di 90.000 euro
– il 50% di 90.000 euro= 45.000 euro
– 45.000 euro / 5 (quote annuali) = 9.000 euro l’anno
Quindi dal 2020 fino al 2025 avremo una detrazione annuale di 9.000 euro

In questo articolo abbiamo sintetizzato in punti chiave gli aspetti principali dell’agevolazione fiscale. Per maggiori informazioni sui tipi di intervento, requisiti e modalità di pagamento, scaricatevi il pdf esaustivo dal sito dell’agenzia delle entrate.

DiArch. Christian Ruisi

Agevolazioni fiscali 2019 per ristrutturare casa

Fino al 31 dicembre 2019 sarà possibile beneficiare della super agevolazione fiscale sancita dalla legge di bilancio del 2019 per le ristrutturazioni delle singole unità abitative.

Sarà possibile ottenere la detrazione del 50% su una spesa massima di 96.000 euro. Come direbbero i latini Carpe diem (“cogli l’attimo”) visto che dal primo Gennaio 2020 la detrazione verrà abbassata al 36% per una spesa massima di 48.000 euro.

Tipi di intervento per l’agevolazione fiscale 2019

I tipi di interventi per cui sarà possibile ottenere l’agevolazione fiscale 2019 sono svariati e riguardano un gran numero di opere realizzabili.

  • Rientrano le 4 categorie di interventi edilizi definite dal Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001):
    • Manutenzione ordinaria (solo per opere condominiali): per tutti “gli interventi […] di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;”
    • Manutenzione straordinaria: gli interventi riguardanti “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso;”
    • Restauro e risanamento conservativo: per “gli interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità […] nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso […]. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio;”
    • Ristrutturazione edilizia: per “gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono […] anche quelli consistenti nella demolizione e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato identico, […] fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica;”
  • I lavori effettuati per eliminare le barriere architettoniche: realizzazione di ascensori e rampe per disabili
  • Gli interventi volti al risparmio energetico: passaggio da una classe energetica ad un’altra con conseguente risparmio economico per climatizzare o riscaldare l’ambiente domestico
  • Lavori per ridurre il rischio sismico dell’unità immobiliare: In questo caso la percentuale di detrazione varierà in base al tipo di rischio.
  • Provvedimenti per prevenire furti in casa: rientrano tutti quei lavori di installazione e sostituzione di cancellate, recinzioni murarie, grate sulle finestre, telecamere di sicurezza, porte blindate, vetri antisfondamento ecc.
  • Le prestazioni professionali (Architetto, Ingegnere ecc.)

Requisiti e modalità per l’agevolazione fiscale 2019

Per beneficiare della detrazione occorre che i pagamenti per gli interventi descritti precedentemente vengano effettuati tramite bonifico bancario o postale.

La detrazione verrà ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Esempio:
Abbiamo speso per i lavori di ristrutturazione 90.000 euro.
– Il 50% di 90.000 euro = 45.000 euro
– 45.000 euro / 10 (quote annuali) = 4.500 euro l’anno
Quindi dal 2020 fino al 2030 avremo una detrazione annuale di 4.500 euro

In questo articolo abbiamo sintetizzato in punti chiave gli aspetti principali dell’agevolazione fiscale. Per maggiori informazioni sui tipi di intervento, requisiti e modalità di pagamento, scaricatevi il pdf esaustivo dal sito dell’agenzia delle entrate.