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DiArch. Gabriele Passafiume

Realizzare o sanare una veranda: guida per la regione Sicilia

Avete acquistato un nuovo appartamento pertanto avete il desiderio di realizzare una veranda per aumentare la superficie abitabile o sanare quella eventualmente già presente? In questo articolo vi spiegheremo cosa bisogna fare e quanto costa.

Normativa per realizzare o sanare una veranda

Iniziamo col dire che la Sicilia è una regione a statuto speciale e quindi, avendo autonomia legislativa, non sempre è sottoposta alle normative nazionali. Nel caso specifico la realizzazione delle verande è regolamentata dall’Art. 20 della L.R. 4/2003. Quest’ultimo stabilisce una deroga ad ogni altra disposizione di legge esonerando dal permesso di costruire e da qualsiasi altra autorizzazione tutte le strutture definite precarie che hanno una superficie minore di 50 mq.
La legge stabilisce altresì che non costituiscono aumento di superficie utile o di volume né modifica della sagoma della costruzione.

Nel caso di strutture precarie con superficie superiore a 50 mq o nel caso di immobili ricadenti su aree sottoposte a vincolo è necessaria l’acquisizione preventiva del nulla osta da parte della Soprintendenza.

Definizione di struttura precaria

Ma cosa si intende esattamente per struttura precaria?
Una struttura precaria non è altro che un opera realizzata in modo tale da essere facilmente rimovibile. Quindi la sua applicazione non deve comportare la creazione di strutture in muratura o fondazioni. Altresì bisogna garantire che non vengano modificati o rimossi gli infissi esterni.

Infissi esterni

Oltre alle verande rientrano nella categoria tutte le strutture aperte almeno da un lato, quali tettoie, pensiline o gazebo.

Cosa bisogna fare quindi per realizzare regolarmente una veranda?

Precedentemente abbiamo visto che per la realizzazione di una veranda non c’è bisogno di nessuna autorizzazione.
Il proprietario dell’unità immobiliare quindi, contemporaneamente all’inizio dei lavori, si dovrà limitare a presentare al comune di appartenenza una relazione firmata da un professionista abilitato. Quest’ultimo dovrà assicurarsi che l’opera rispetti le norme di sicurezza, urbanistiche e igienico-sanitarie vigenti e che l’intervento non ricada su uno dei prospetti principali.
La veranda inoltre non deve superare il 20% della volumetria dell’immobile e non deve cambiare la destinazione d’uso originaria delle superfici modificate.

Dopo i lavori bisognerà provvedere alla variazione catastale.
Poiché la realizzazione della veranda comporta un aumento della cubatura, nel caso in cui faccia parte di un edificio condominiale andranno ricalcolate le quote millesimali.

Quanto costa realizzare una veranda?

Veniamo adesso ai costi.
Unitamente alla consegna della relazione tecnica (vedi paragrafo precedente) bisogna versare al comune la quota di 100 euro a titolo di diritti di segreteria più un ulteriore quota chiamata oblazione. L’ammontare di quest’ultima dipende dal modo in cui è realizzata la veranda. Nel caso in cui si trovi a filo con l’eventuale piano o tettoia soprastante sarà di 25,00 euro al mq. Viceversa la quota da versare sarà di 50,00 euro per ogni mq.

Veranda a filo - non a filo

Inoltre ci vorranno 50,00 euro per l’aggiornamento catastale più ovviamente l’onorario a favore del professionista che redige la relazione tecnica.

Cosa fare invece per sanare una veranda già realizzata?

Il già citato art. 20 della L.R. 4/2003 al comma 5 afferma che le disposizioni contenute nella legge si applicano anche per la regolarizzazione delle opere già realizzate. Ovviamente nel caso in cui siano della stessa tipologia (strutture precarie) e se conformi alle disposizioni normative vigenti.

Diverso il caso delle attività commerciali o produttive. Ferma restando la conformità alle normative di sicurezza e igienico-sanitarie i proprietari possono regolarizzare le opere solo dopo aver chiesto l’autorizzazione al comune. In più vi è il limite del 10% della superficie utile per un massimo di 60 mq.

Ricapitolando

In sintesi ecco le cose da fare per poter realizzare o sanare una veranda:

  • Presentare al comune una relazione tecnica asseverata da un professionista abilitato allegando il pagamento dei diritti di segreteria.
  • Acquisire il nulla osta da parte della Soprintendenza nel caso in cui l’intervento ricada su un area sottoposta a vincolo.
  • Aggiornamento del catasto.

Di seguito invece un elenco delle condizioni che il professionista deve garantire vengano rispettate:

  • Evitare di modificare o rimuovere gli infissi esterni.
  • Assicurarsi che le opere rientrino nella categoria di “strutture precarie”.
  • Assicurarsi che l’intervento non ricada sul prospetto principale.
  • Rispettare il limite del 20% della volumetria del fabbricato.
  • Non variare la destinazione d’uso della superficie oggetto di modifica.
  • Rispettare le normative urbanistiche, di sicurezza e igienico-sanitarie vigenti.